Il Superbowl LX finisce a Seattle, i Seahawks rimettono le mani suo trofeo per la seconda volta nella storia. L’ultima fu nel 2014. Partita a senso unico, con i primi due quarti monotoni a segnare un leggero vantaggio di Seattle sui New England Patriots, una delle più celebri e vincente franchigie d’America. Poi dopo l’halftime la svolta, Seattle accelera, azzecca tre touchdown di fila e soffoca i Patriots con quella che è stata una delle migliori performance difensive di sempre. Finisce 29-13.
La partita è il cuore, l’evento che incolla un americano su tre davanti ai televisori e spinge il Paese a ritrovarsi in Watch Party, bere birra, salsicce e pizza, anche quest’anno secondo le ricerche il piatto più ordinato.
Super Bowl: lo spettacolo di Bad Bunny è un grande omaggio al Sud America
Ma dietro le corse e i lanci c’era soprattutto attesa per l’esibizione di Bad Bunny, artista di Porto Rico, nell’halftime. Prima volta di un cantante che si esprime solo in spagnolo al Superbowl e mare di critiche per questo invito – 4 mesi fa – da parte della NFL. Un oltraggio per la Casa Bianca che poco dopo la fine della performance ha rilanciato su X l’immagine di quando Trump siglò un ordine esecutivo dichiarando l’inglese lingua ufficiale degli Stati Uniti.










