“Fermi Legacy in Low Energy Physics”: è il convegno che si è tenuto, il 5 e il 6 febbraio, all’Accademia dei Lincei, in occasione della celebrazione dei 100 anni dello studio pionieristico di Fermi intitolato “Sulla quantizzazione del gas perfetto monoatomico”. L’evento ha riportato al centro del dibattito una figura che spesso viene restituita sotto la luce di un particolare capitolo della storia: l’energia nucleare. In realtà, come è emerso dagli interventi e dalle testimonianze dei protagonisti, l’eredità di Fermi attraversa tutta la fisica moderna e arriva dritta fino alle tecnologie quantistiche di oggi, molte delle quali si sviluppano allo European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy (LENS) di Firenze.

Al cuore del convegno una scoperta che risale a quando Fermi aveva appena 25 anni: la statistica quantistica dei fermioni, elaborata mentre si trovava ad Arcetri. “Lì scocca una scintilla - spiega Massimo Inguscio, già presidente del Cnr, fisico e accademico dei Lincei, e tra i promotori dell’iniziativa -. Fermi costruisce la statistica per le particelle che obbediscono al principio di esclusione di Pauli, l’altra faccia rispetto a quella di Bose ed Einstein per i bosoni”. Quella scintilla teorica ha avuto conseguenze enormi. È alla base della fisica dello stato solido, dei semiconduttori, del trasporto di corrente, della superfluidità. In altre parole, di tutto ciò che rende possibile l’elettronica moderna.