I benefici delle tecnologie sull’efficientamento energetico dell’illuminazione e - dunque - sulla riduzione dell’impatto ambientale e dei costi è evidente a tutti. Sono lontani i tempi in cui, per risparmiare sulla bolletta elettrica, l’unica opzione era spegnere più luci possibile.
Oggi le cosiddette «luci intelligenti» consentono di controllare, programmare e ottimizzare le fonti luminose, migliorandone al tempo stesso la resa funzionale ed estetica. Un traguardo che ha il triplo vantaggio di ridurre l’inquinamento ambientale dell’illuminazione, di ridurre i costi energetici e di aver aperto praterie di sperimentazione e innovazione alle aziende produttrici di apparecchi e sistemi di illuminazione.
Se questo è ormai consolidato da diversi anni in ambito privato, la cultura di una “illuminazione intelligente” si sta diffondendo rapidamente anche in ambito pubblico, come dimostra il Disegno di Legge n. 1700, depositato in Senato e intitolato «Disposizioni per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica e degli edifici pubblici attraverso la promozione di sistemi di illuminazione digitalizzati di ultima generazione».
Proprio per discutere di questo Ddl - e delle potenzialità che innescherebbe la sua approvazione - si è tenuto a Roma l’incontro «Illuminazione pubblica intelligente: una leva per la transizione energetica e digitale del Paese», promosso su iniziativa della Senatrice Clotilde Minasi, durante il quale è stato presentato uno studio di Assil (Associazione dei produttori di illuminazione), realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano.








