Cinque miliardi di investimenti attivabili nei prossimi anni dalle aziende dell’illuminazione interna e dell’illuminazione pubblica grazie al Pnrr e alla necessità di raggiungere entro il 2030 gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 previsti dalle norme Ue.
Un’opportunità, indubbiamente, per un settore che in Italia vale circa 2,8 miliardi di euro di fatturato e dà lavoro a 8.700 addetti. Ma non mancano alcuni ostacoli all’effettiva messa in campo degli investimenti necessari, spesso di natura burocratica. A fare il punto sulle «Potenzialità di mercato delle soluzioni di smart lighting in Italia» è uno studio del Politecnico di Milano presentato in occasione dell’Assemblea Generale di Assil, l’Associazione nazionale dei produttori di illuminazione.
I numeri del comparto
Partiamo dai numeri forniti da Assil: dopo due anni di calo, il comparto ha chiuso il 2024 con un incremento della produzione superiore al 5%, che non ha generato tuttavia una pari ripresa in termini di crescita del fatturato: si sono infatti susseguiti quattro trimestri consecutivi di calo, che hanno portato a una variazione annua negativa del -7,5% (del 10% sul mercato interno e del 4,1% su quello estero).
Il fatturato del comparto è tornato perciò ai livelli del 2021. La chiusura d’anno ha evidenziato tuttavia un calo dell’export italiano di quasi 3 punti percentuali, per un calo complessivo di circa 50 milioni, e di oltre il 50% nelle quantità. Anche il primo trimestre 2025 ha confermato dinamiche tendenziali cedenti, sia nei valori in euro (-7,8%), sia soprattutto nelle quantità (-24,4%).






