L’impatto visivo della comunicazione digitale nelle città è sotto gli occhi di tutti: vetrine luminose, maxischermi e affissioni che funzionano senza sosta per catturare l’attenzione dei passanti. Un modello consolidato, che però potrebbe essere ripensato per ridurne il consumo energetico.

Negli ultimi anni, il tema dell’efficienza energetica ha iniziato a coinvolgere anche questo ambito, spingendo aziende e operatori a interrogarsi su soluzioni capaci di ridurre i consumi senza compromettere l’efficacia dei messaggi. In questo contesto si inserisce il progetto “Dark Mode Ads”, che punta a ripensare il modo in cui vengono progettate e visualizzate le creatività digitali.

Il ruolo dei colori nei consumi energetici

Alla base dell’iniziativa ideata da Plenitude, in collaborazione con l’agenzia creativa LePub, c’è un principio tecnico: i colori più scuri richiedono meno energia per essere riprodotti sugli schermi Led. Ogni pixel, infatti, utilizza una quantità inferiore di energia rispetto alle tonalità più luminose.

Secondo uno studio condotto da Certimac in Italia nel marzo 2026 su un campione di 15 immagini riconducibili a campagne pubblicitarie di Plenitude, la conversione in modalità dark può generare un risparmio energetico fino al 74%1 rispetto alla proiezione tradizionale. Un dato che evidenzia come anche scelte apparentemente estetiche possano incidere in modo significativo sui consumi complessivi.