Le coreografie, il gesto atletico, gli allenamenti, quel ritmo che diventa il battito del cuore. La vita dei pattinatori è scandita dalle musiche sui cui ogni giorno per mesi, anzi anni, si prepara l’appuntamento olimpico. Fin qui tutto bello, se non fosse che come per ogni performance artistica, ci sono dei limiti di utilizzo, chiamati copyright. Diritti che devono essere acquisiti dal team di un atleta, prima di farlo diventare il leit-motif di quattro anni di allenamenti. La musica, ma anche un vestito, se nato dall’idea di qualcun altro, va acquisita, va chiesto il permesso, sennò sono guai.

Lo sa bene il pattinatore ventiseienne spagnolo Tomas-Llorenc Guarino Sabaté, sei volte campione di Spagna di pattinaggio artistico, che poco prima di scendere sul ghiaccio milanese, ha ricevuto una doccia altrettanto fredda dai creatori dei Minions. Altro che buffi, quegli omini con la salopette e la maglia gialla sono talmente famosi che prima di ispirarsi a loro, bisogna chiedere il permesso. Un permesso negato all’atleta, intimato di cambiare musica e iconografia. Ne è nato un braccio di ferro che ha rischiato di rimandarlo a Malpensa con un volo diretto a casa: impossibile preparare in pochi giorni un’altra performance competitiva, dopo essersi allenato talmente tanto da sentirsi anche lui un piccolo esserino giallo pasticcione, ma senz’altro molto bravo a pattinare. Ma alla fine la dedica e la celebrazione, hanno vinto e Sabaté è riuscito a ricevere in zona cesarini i diritti di tutte e quattro le canzoni, potendo così mantenere invariato il suo tradizionale programma corto. Poco importa degli axel per la medaglia, la buona notizia è stata talmente sofferta che il Comitato Olimpico spagnolo ha urlato sui social: «Programma corto autorizzato. I Minions suoneranno a Milano».