Quando la Torre Eiffel emerge dalla Senna in tutto il suo splendore, luccicante e maestosa nelle sue intersezioni ferrose, il suo potere magnetico è più forte di qualsiasi calamita. I passeggeri del battello si precipitano sul ponte, cellulari alzati e occhi al cielo, pronti a immortalare quel momento magico. Il brillio del monumento simbolo di Parigi ricorda il perlage del Franciacorta che scorre nei calici degli ospiti del Consorzio, per la prima volta in Francia compatto, in occasione di Wine Paris, la fiera del vino più importante del mondo. Un debutto che è insieme celebrazione dell’eleganza italiana e dichiarazione d’intenti: mostrare al mondo – e anche un po’ alla Champagne – l’identità di una delle bollicine più rappresentative del made in Italy. Il metodo classico all’italiana per eccellenza che con le bolle di Dom Pérignon condivide uve (Chardonnay e Pinot Nero) e raffinatezza, ma non l’anima né il terroir.
A guidare questo esordio storico è Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta, che sottolinea il valore simbolico della presenza delle cantine del territorio nella capitale francese: “È il primo anno per noi come Consorzio a Wine Paris. Essere qui, tutti insieme, in Francia, ha un significato importante: facciamo lo stesso vino della Champagne, e farlo qui è tanto”.








