AWine Paris il vino non cammina più da solo. L’edizione 2026 della fiera parigina – in programma dal 9 all’11 febbraio – segna un cambio di passo netto: al centro non c’è più soltanto il prodotto, ma la relazione. Con il cibo, con le persone, con i nuovi modi di bere. È da qui che parte la manifestazione più all’avanguardia nel panorama fieristico internazionale, scegliendo come filo conduttore “Pairing Perfection”, un tema che va ben oltre l’abbinamento classico e diventa lente per leggere l’evoluzione del settore. Un ruolo centrale, quello del cibo accanto al racconto del vino, come sottolineato in un’intervista a Il Gusto anche dal prof Attilio Scienza.

Il food torna quindi protagonista, ma senza rigidità né dogmi. Gli abbinamenti proposti da Wine Paris non seguono più regole scolpite nella pietra: sono fluidi, trasversali, aperti. La cucina dialoga con vino, spirits, sakè, cocktail, proposte no e low alcol. Un approccio più contemporaneo, easy ma non superficiale, che riflette un cambiamento reale nei consumi e nelle aspettative del pubblico.

Le masterclass esplorano il pairing incrociando prodotti, usi e visioni: dal cognac con la gastronomia d’autore ai distillati di agave abbinati alla cucina messicana (con la partecipazione della chef Mercedes Ahumada), dal sakè con i formaggi europei fino alle cocktail pairing experience guidate dai mixologist. Il pairing diventa così uno strumento di lettura del presente, capace di collegare tradizioni rivisitate e sensibilità contemporanee.