Tra meno di due mesi saremo tutti noi chiamati al voto per l’ennesimo referendum. Tuttavia, non si tratta di un referendum qualunque, bensì di un referendum confermativo. Ne consegue che, qualunque sial’affluenza alle urne, il risultato del referendum sarà, in ogni caso, determinante, giacché, se dovesse prevalere l’opzione favorevole, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere voluta dal governo di Giorgia Meloni verrà confermata e le norme approvate dal Parlamento entreranno a far parte della nostra Costituzione. Invece, dovesse prevalere l’opzione contraria, sostenuta prevalentemente dai settori giustizialisti della nostra opinione pubblica, la riforma costituzionale in questione verrà rigettata e l’assetto della giustizia italiana rimarrà uguale a quello presente.

Doveva essere il corteo contro le Olimpiadi «più insostenibili di sempre», ma la manifestazione andata in scena ieri a Milano è finita per scivolare rapidamente nell’ennesima piazza pro-Palestina, con i Giochi ridotti a semplice cornice e gli slogan ripetuti come un riflesso automatico. Nel finale la tensione è salita: dai manifestanti è partita una pioggia di petardi, pietre, fumogeni e fuochi d’artificio ad altezza d’uomo contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e con gli idranti schierati a protezione dei blindati.