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Ultimo aggiornamento: 9:01

Il pattinaggio di velocità è uno degli sport invernali più antichi. Le sue origini risalgono alla fine del 1600, quando nei Paesi Bassi i pattini venivano usati come mezzo per spostarsi su laghi e canali ghiacciati. Lo speed skating è entrato nel programma delle Olimpiadi nell’edizione inaugurale di Chamonix 1924 con le prove maschili, mentre le donne sono state ammesse nel 1960 a Squaw Valley.

Le gare si disputano su un ovale ghiacciato artificialmente. La pista è lunga 400 metri ed è composta da due corsie, larghe tra i 3 e i 4 metri ciascuna. Nelle competizioni individuali, tranne la mass start, in ogni turno gareggiano due atleti, uno per corsia, ma non è una prova a eliminazione. Ogni pattinatore percorre la distanza una sola volta e chi lo fa nel minor tempo vince. Chi parte nella corsia esterna nel rettilineo opposto a quello del traguardo si sposta in quella interna e viceversa, in modo che entrambi gli atleti facciano la stessa distanza ogni giro. La scarpa è unita alla lamina del pattinato tramite una cerniera, che permette di sollevare il tallone in curva e nella spinta. Oltre alla lunghezza della pista, questa è la principale differenza con lo short track, dove non si può alzare il tallone perché le scarpe sono ancorate alle lame.