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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:46

È la disciplina più longeva dei Giochi Olimpici invernali. È possibile allenarla anche senza neve. Ed è stata al centro di recenti controversie su presunti trucchi per gonfiare la tuta nella zona inguinale per volare più lontano. Inserita nella prima edizione di Chamonix 1924, anche a Milano-Cortina il salto con gli sci è senza dubbio lo sport più iconico delle Olimpiadi. Esercizio nordico per eccellenza, per ottenere il massimo del punteggio serve un atterraggio “Telemark”. Ovvero la tecnica che consente all’atleta di combinare l’arrivo perfetto posizionando un piede davanti all’altro. Scendere lungo la rampa diventa un vero e proprio esercizio di tecnica, coraggio e stile.

Tutti viene deciso in quattro atti: c’è la rincorsa (detta “Inrun”), lo stacco (il “take-off”) fondamentale per la spinta, il volo vero e proprio e – come detto – l’atterraggio. Il margine di errore è pari a zero: vinche chi non sbaglia praticamente nulla. La distanza effettiva percorsa in aria può variare dai 90/100 metri ai 200 metri e oltre (è il caso dello “ski flying”). Non solo la lunghezza del salto. Per ottenere il risultato migliore possibile anche lo stile dell’esecuzione fa la differenza. Il punteggio complessivo infatti si basa sulle due componenti: la distanza e lo stile del salto. I punti di distanza si basano sul punto K (punto di costruzione) della collina. Un saltatore che raggiunge il punto K riceve 60 punti. Per ogni metro in meno o in più, vengono sottratti o aggiunti 1,8 punti. I punti stile vengono assegnati da cinque giudici, eliminando il punteggio più alto e quello più basso. A un salto con stile perfetto vengono assegnati 20 punti, quindi il massimo punteggio di stile che un atleta può ottenere è di 60 punti. La valutazione si basa su volo, atterraggio e outrun, la parte finale dopo l’atterraggio. Braccia, gambe e sci non devono muoversi troppo durante il volo, l’atterraggio deve essere fluido e completato appunto in posizione di “Telemark”. Esiste inoltre un sistema di compensazione del vento, che adegua il punteggio, per garantire una competizione equa.