Pelli sotto gli sci, ostacoli, zaino in spalla e slalom tra le porte.
Non è l'ultimo atto di 'Giochi senza Frontiere' ma gli ingredienti dello sci alpinismo, pronto a debuttare alle Olimpiadi invernali con tre gare sulla Stelvio di Bormio: due sprint, uomini e donne, e una staffetta mista, prevista per sabato.
È la disciplina più ecologica del novero perché non vengono utilizzati mezzi come motoslitte o skilift ma solo energia umana tra salite e discese.
Il Cio per Milano Cortina ha varato un format rapido, intenso, molto televisivo. Sei batterie, si qualificano i primi tre; poi semifinali, passano i primi due; e infine la finale decisiva.
Nella gara a sprint tutto si decide in circa 3', un giro secco, con un dislivello tra partenza e cima di circa 70 metri. Allo start gli sci hanno le pelli attaccate fino a quando gli atleti raggiungono una scalinata, dopo un primo slalom tra alcuni ostacoli: lì c'è il primo 'cambio', con un tratto da 50 gradoni da affrontare a piedi prima di rimettere pelli e sci per arrivare in cima. Qua avviene il secondo cambio, la 'transizione': le pelli vengono sfilate e la discesa verso l'arrivo è un tradizionale gigante sulle lamine. Chi sbaglia a cambiare, viene penalizzato in secondi preziosi.












