Voleva scappare Giuseppe Calabrò, il 76enne condannato all'ergastolo per la morte di Cristina Mazzotti, sequestrata e poi morta nel 1975. Un cold case di cinquant'anni fa arrivato a sentenza soltanto tre giorni fa dopo un lungo iter giudiziario. Fermato dalla Squadra Mobile alla periferia Est di Milano, l'uomo aveva comprato un biglietto per Reggio Calabria, la sua terra di origine dove può contare su appoggi in grado di "garantirgli la latitanza".
Prima che scomparisse nel nulla, i pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola hanno quindi deciso di fermare Calabrò, detto "u'dutturicchio", una carriera criminale che non si è certo fermata al 10 luglio del 1975, quando con altri complici prese a forza dalla sua auto, una Mini Minor, la vittima, appena diciottenne, ritrovata poi morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate, nel Novarese.Il suo nome compare anche nell'inchiesta ben più recente, sull'infiltrazione dell'ndrangheta nelle curve di Inter e Milan, battezzata 'Doppia curva', che ha portato a numerosi arresti mentre nella 'faida' per il predominio degli affari della curva vi erano stati anche degli omicidi.Dalle indagini, sempre della Squadra Mobile, è emerso che Calabrò "vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale che lo porta a interloquire, su un piano di sovraordinazione, con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, al Nord come in Calabria". Calabrò è inoltre ritenuto dagli inquirenti colui che "ha fornito protezione a Caminiti (Giuseppe, altro arrestato nell'inchiesta nd.) affinché questo potesse gestire, con modalità estorsive, i parcheggi di San Siro"."Dalle stesse parole di Caminiti - è scritto nel provvedimento di fermo per Calabrò - è emerso che Calabrò sarebbe stato disponibile a compiere atti violenti qualora qualcuno avesse messo in discussione la gestione dei parcheggi da parte di Caminiti"Nell'inchiesta "Doppia Curva" era spuntata anche un'intercettazione telefonica che testimoniava l'autorevolezza di Calabrò: "Comunque lui è della vecchia guardia bro'..- diceva un indagato - uno dei vecchi boss, capito? se uno sbaglia con Peppe è fottuto, lo sai o no! I sanlucoti sono cattivi eh!...".












