La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella nel processo sul sequestro e l'omicidio di Cristina Mazzotti avvenuto 50 anni fa. I due sono stati condannato per omicidio volontario aggravato, è stato invece disposto il non luogo a procedere per il sequestro di persona perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione. Assolto invece il terzo imputato, Antonio Talia, per non aver commesso il fatto. La studentessa di 18 anni fu rapita in Brianza la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre di quell'anno in una discarica di Galliate, in provincia di Novara. Mazzotti fu la prima donna a essere sequestrata dalla 'ndrangheta.
I giudici hanno inoltre stabilito che Marina e Vittorio, sorella e fratello di Teresa, dovranno essere risarciti dai due condannati in separata sede civile e che la sentenza dovrà essere affissa in diversi Comuni, tra cui Como, Eupilio e Castelletto Ticino.
"La sentenza della Corte di Assise di Como è una pagina di grande dignità della giurisdizione. Rende omaggio alla memoria di Cristina Mazzotti e al dolore dei congiunti. E finalmente segna il crollo dell'impunità di Demetrio Latella e soprattutto di Giuseppe Calabrò, capo indiscusso della Ndrangheta in Lombardia": è il commento dell'avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Teresa Mazzotti, dal cui impulso sono ripartite le indagini che hanno portato alle due condanne all'ergastolo per l'omicidio della ragazza di 18 anni.











