La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella e ha assolto Antonio Talia per il sequestro e l'omicidio di Cristina Mazzotti, la 18enne rapita a Eupilio, nel Comasco, la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta l'1 settembre successivo in una discarica di Galliate. Il dispositivo della sentenza è stato letto pochi minuti fa.

Sequestro e omicidio di Cristina Mazzotti, la nuova sentenza arriverà a febbraio

I giudici popolari hanno assolto tutti gli imputati dal reato di sequestro di persona a scopo di estorsione per intervenuta prescrizione e hanno condannato i due uomini calabresi per omicidio volontario aggravato. La pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Cecilia Vassena, che a quasi mezzo secolo di distanza dai fatti aveva riaperto l'inchiesta sulla scomparsa della giovane, aveva chiesto di condannare tutti e tre gli imputati all'ergastolo. Nel processo il fratello e la sorella della vittima, Vittorio e Marina, si sono costituti parte civile assistiti dall'avvocato Antonio Repici che avranno diritto a un risarcimento in separata sede civile.

Sequestro Mazzotti, colpo di scena al processo. L’autista parla dopo mezzo secolo: “Ingannato da un amico”