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Ultimo aggiornamento: 15:59
La Corte d’assise di Como ha condannato all’ergastolo gli imputati Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18 anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Assolto dall’imputazione riqualificata Antonio Talia “perché non ha commesso il fatto”; la corte ha anche dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione “perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione”.
La pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Cecilia Vassena, che a quasi mezzo secolo di distanza dai fatti aveva riaperto l’inchiesta sulla scomparsa della giovane, aveva chiesto di condannare tutti e tre gli imputati all’ergastolo. Nel processo il fratello e la sorella della vittima, Vittorio e Marina, si sono costituti parte civile assistiti dall’avvocato Antonio Repici che avranno diritto a un risarcimento in separata sede civile
Era l’1 luglio 1975 quando la ragazza – che stava rientrando nella villa di famiglia, dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici – venne prelevata da un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali, fu chiesto il riscatto. Il padre riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni a fronte del riscatto chiesto dai rapitori che era di 5 miliardi. Era il primo caso di rapimento dell’Anonima sequestri.










