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7 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:41

È stato fermato stanotte dagli agenti della Squadra Mobile di Milano Giuseppe Calabrò – a piede libero in attesa di altri gradi di giudizio -, condannato in primo grado all’ergastolo il 4 febbraio scorso per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, il primo caso di rapimento dell’Anonima sequestri. Il nome di Calabrò è emerso infatti anche nel procedimento della DDA Milano, sempre della Squadra Mobile di Milano, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di Inter e Milan. C’è anche questo alla base del fermo di questa notte.

Calabrò era libero dopo la condanna all’ergastolo della Corte d’Assise di Como in attesa dei successivi gradi di giudizio, ma è stato fermato su disposizione dei pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola proprio perché, dall’indagine “Doppia Curva” è emerso che “vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale che lo porta a interloquire, su un piano di sovraordinazione, con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, al Nord come in Calabria”, si legge nelle 153 pagine del provvedimento. “Ciò comporta come naturale conseguenza che l’imputato può godere di una serie di appoggi di carattere logistico e patrimoniale, attivabili in qualsiasi momento e in grado di garantirgli la latitanza e l’impunità per il gravissimo reato commesso. È pertanto concreto e attuale il pericolo di fuga”. Calabrò aveva prenotato per oggi – sabato 7 febbraio – alle 8.35 un volo Milano-Reggio Calabria.