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Nella Bicamerale voleva carriere separate, ora le combatte. Da Latorre a Salvi, i delfini lo lasciano
«Io nego assolutamente - brontola col Giornale Massimo D’Alema - che le cose siano andate come sento dire da voi e da altri. Mai, durante la Bicamerale, ho appoggiato la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. La verità è che presentai una mozione che escludeva la separazione e che venne respinta. Ma la mia posizione era quella». Passa qualche minuto, e mandiamo a D’Alema il testo di una sua dichiarazione del settembre 1996: «Nell’ ambito dell’ autonomia della magistratura si può pensare che ci sia una articolazione sulla base delle diverse funzioni che i magistrati svolgono». Non sembra proprio un no alla separazione... Messaggio secco di D’Alema: «Gli atti della commissione Bicamerale sono accessibili. Informarsi è facile. Bisogna avere un po’ di pazienza e serietà». Quindi lei vota Sì o No?
«Ho promesso un’intervista al Corriere».






