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Da Pera e Quagliariello a Salvi e Latorre: liberali ed ex diessini insieme per "Le ragioni del Sì"

A volere giudici e pm nella stessa carriera fu il fascismo, con il Regio decreto Grandi del 1941. La monarchia, invece, aveva messo il primo dipendente dal ministero della Giustizia e il secondo da quello dell'Interno, separati.

Marcello Pera, ex presidente del Senato con il governo Berlusconi, oggi di FdI e Cesare Salvi, giurista ed ex ministro del Lavoro del governo D'Alema, spiegano che la riforma costituzionale non si può definire certo di destra. Tutt'altro. Non per nulla ha le firme di grandi giuristi di sinistra, come Giuliano Vassalli e Giandomenico Pisapia. In un convegno a palazzo Giustiniani su "Dialogo. Le ragioni del Sì", i due riprendono in vista del referendum di marzo il filo che 28 anni fa li fece lavorare insieme, per introdurre in Italia il processo accusatorio. Prevedeva il "giudice terzo", poi mai davvero realizzato. Fino ad ora.