Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Tra i 600 magistrati nessuno ha osato uscire allo scoperto a favore della riforma. L'ex toga Salvini, che voterà scheda bianca: "Per prudenza evitano di esporsi"

"Ma perchè mi vuole mettere nei guai?". A parlare è uno dei seicento magistrati che lavorano nel Palazzo di giustizia di Milano. Uno qualunque, che fa il suo mestiere senza andare in caccia di gloria. A differenza di tanti suoi colleghi, il 22 marzo al referendum sulla riforma della Giustizia voterà Sì. Ma quando il Giornale gli chiede di fare outing, di spiegare perché nè la separazione delle carriere nè il sorteggio del Consiglio superiore della magistratura gli sembrano degli obbrobri risponde: no grazie. Perchè nel segreto dell'urna l'Anm non ti vede. Ma prendere posizione pubblica per il Sì vuol dire marchiarsi da solo con un marchio d'infamia.

Non dappertutto è così. Qua e là per l'Italia, una sessantina di magistrati hanno messo la loro firma sugli appelli a favore del Sì. Un dettaglio salta all'occhio: nessuna firma viene da Milano. Uno dei palazzi di giustizia più importanti d'Italia non ha nelle sue aule una sola toga pronta a dissociarsi dalla linea ufficiale dell'Associazione nazionale magistrati.