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Il segretario chiude la kermesse in Abruzzo e rilancia la battaglia sui referendum e la separazione delle carriere: "Basta ideologia woke, difendiamo i figli e la libertà educativa"

A Rivisondoli è il giorno della chiusura della manifestazione organizzata dalla Lega in Abruzzo e sul palco è salito Matteo Salvini. "Io ringrazio i giornalisti attenti e obiettivi, non abbiamo bisogno di giornalisti amici. Sono pochissimi quelli che raccontano la verità. Non facciamoci dettare la nostra agenda in Comune, in Regione, a Roma, a Bruxelles dalla loro agenda, con i loro palazzi, con la loro rassegna stampa. Non ci interessa. Anche perché alcuni di questi giornali da anni stanno pronosticando il cambio del segretario della Lega, l'unica cosa che è cambiata è il loro editore", ha detto il segretario della Lega.

"Se vai in montagna e hai lo zaino troppo pesante, in vetta non ci arrivi. Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti: vai, anche perché, sciocco, la storia insegne che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Auguri e buon viaggio, senza rancore e con il sorriso. Quantomeno risparmiate ai militanti il 'lungo e travagliato percorso di coscienza'. Dillo: 'Voglio la poltrona'", ha proseguito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti riferendosi a chi ha scelto di cambiare partito, o a chi sta valutando l'ipotesi. E il pensiero corre al generale Roberto Vannacci. "Io sono orgoglioso di confrontarmi con chiunque, perché noi siamo saldi nelle nostre idee e nei nostri principi. La Lega non è un partito, è un movimento. La Lega ha una missione. C'è qualcuno per cui il posto e la poltrona è un fine e c'è qualcuno per cui il potere è un mezzo. Io uso la mia carica di ministro, di sindaco, di parlamentare per fare quello che gli unici miei azionisti, gli italiani e i miei elettori, mi chiedono di fare.Il posto è un fine? Non abbiamo bisogno di voi, non ci mancherete", ha proseguito.