CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Il bambino della neve. Non poteva esserci presenza più simbolica, per l’apertura dei Giochi faticosamente diffusi sul piano dei trasporti, dell’11enne fatto scendere dal bus perché privo del biglietto olimpico e ritornato a casa dopo aver camminato al gelo per sei chilometri. Eccolo qua il piccolo Riccardo, alle spalle del coro di montagna che intona l’inno di Mameli dal centro di Cortina d’Ampezzo, in perfetto sincrono con Laura Pausini dallo stadio San Siro di Milano, di bianco vestito sul palco accanto agli storici fondisti Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa e Giorgio Di Centa. Gente di fatica che approda alla vittoria: ecco il messaggio rimbalzato in mondovisione dall’inserto dolomitico della cerimonia televisiva.
Una serata di festa per la Regina, iniziata un’ora prima della diretta con la sfilata delle associazioni locali e proseguita con la folla assiepata dietro le transenne, schierando anche il Corpo musicale e i Sestieri ampezzani. Nella sceneggiatura dell’evento, corso Italia diventa asse narrativo e spazio di attraversamento, mentre piazza Angelo Dibona si trasforma in luogo di convergenza e riconoscimento simbolico. La parata degli atleti ne vede transitare circa mille sotto il cerchio posizionato nei pressi del municipio: sono i nazionali di sci alpino, curling, bob, slittino e skeleton, con l’aggiunta del biathlon in gara ad Anterselva. Portabandiera dell’Italia sono la sciatrice Federica Brignone e il curler Amos Mosaner, per la chiusura tricolore delle 92 delegazioni. A reggere il vessillo olimpico sono invece Franco Nones (gloria dello sci di fondo) e Martina Valcepina (nazionale di short track). Mentre vengono issati i cinque cerchi, l’inno olimpico risuona insieme a Cortina e a Milano.















