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6 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:54
Il monitoraggio delle politiche culturali è in Italia un’attività non agevole, anche perché i quotidiani “mainstream” continuano a privilegiare il racconto delle attività di attrici ed attori rispetto ai meccanismi strutturali di funzionamento del sistema, che sono soprattutto istituzionali, economici, giuridici, in sostanza politici. In altri Paesi – la Francia in primis – l’iter della nuova legge sul cinema e l’audiovisivo costituirebbe materia di dibattito pubblico e mediatico, per le sue implicazioni strategiche sul piano culturale, industriale, sociale, oltre che estetico-artistico.
Mentre la produzione cine-audiovisiva appare in fase di stagnazione anche per gli effetti delle controverse nuove regole del “tax credit”, in Commissione Cultura della Camera prosegue l’iter delle tre proposte di legge, quelle del Partito Democratico (prima firmataria Elly Schlein) e del M5s (Gaetano Amato), ma è opinione diffusa che sarà la terza, caldeggiata dal Presidente della VII stessa, ovvero Federico Mollicone (primo firmatario) a prevalere, assegnando al governo un’ampia delega.






