VENEZIA - «Per vivere le giornate del Carnevale, venite a Venezia in maschera. Noi mettiamo a disposizione la “pentola” con il “sale”, ma gli ingredienti siete voi: chi ha voglia di divertirsi in compagnia e di conoscere gente. Anche in anonimato, ognuno con il suo travestimento, proprio come un tempo».

È l’invito di Massimo Checchetto, che ha perso il conto di quanti Carnevali gli siano stati affidati nel ruolo di direttore artistico. «Credo ormai di essere un dinosauro», dice sorridendo, tornando con la mente all’ultima edizione organizzata in Laguna prima dello scoppio del Covid, nel 2020, quando prese in mano l’incarico per la prima volta. In precedenza, invece, si era dedicato all’aspetto scenografico. In un mondo di cowboy, quando era bambino sua madre lo faceva vestire da indiano («non so perché...»), trasportandolo in un’atmosfera unica, fatta di colori e spensieratezza che Checchetto s’impegna a riprodurre a ogni edizione, seguendo il tema di riferimento. Come fosse un abito sartoriale da cucire con cura, così è per lui la programmazione di un Carnevale veneziano quest’anno dedicato ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.

Checchetto, cosa aspettarsi dalle giornate da sempre più folli?