Venezia a carnevale non è solo una festa, è una dimensione. Una sospensione del tempo in cui la città torna a essere teatro, palcoscenico e tavola imbandita. L’edizione 2026 si è aperta il 31 gennaio e accompagnerà la laguna fino al 17 febbraio, martedì grasso, in un susseguirsi di eventi che trasformano la città in un racconto vivo. Ma il vero momento che segna l’inizio emotivo del carnevale è uno solo: la festa veneziana sull’acqua, con il corteo acqueo lungo il Canal Grande e lo scoppio della Pantegana. È lì che tutto comincia davvero.
Tra frittelle, pani dolci e carni la Candelora racconta il passaggio dall’inverno alla primavera
02 Febbraio 2026
La festa
Un centinaio di imbarcazioni tradizionali, coloratissime, guidate da vogatori mascherati, attraversano il Canal Grande tra ali di folla. In testa al corteo avanza la Pantegana, una grande imbarcazione di cartapesta lunga diversi metri, simbolo popolare e amatissimo del carnevale veneziano. Scivola sull’acqua tra musica, coriandoli e applausi, quasi fosse una creatura teatrale uscita da un sogno. Il momento culminante arriva davanti al Ponte di Rialto. La Pantegana si apre ed esplode in un tripudio di colori e festoni, sancendo ufficialmente l’avvio della festa. È un rito collettivo, partecipato, liberatorio, che ogni anno segna l’inizio simbolico del carnevale e accende la città. E in quell’istante Venezia cambia pelle. Non è più soltanto una città, diventa scena, racconto, promessa. Nei giorni successivi abbiamo attraversato calli e campielli avvolti da quella tipica umidità lagunare che entra nelle ossa ma non spegne l’entusiasmo. Anzi, lo amplifica.















