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Ultimo aggiornamento: 11:56
di Giorgio Boratto
Avevo pensato tempo fa se l’essere di destra o di sinistra fosse anche una questione di geni… ora leggendo il libro della neuroscienziata Leor Zmigrod Il cervello ideologico – La scienza dietro gli estremismi mi pare che quel pensiero trovi una spiegazione. Infatti quel libro sostiene che esiste un legame tra le convinzioni politiche e la biologia del cervello. Nell’introduzione si dice: “l’ideologia non modifica solo le nostre convinzioni, ma ci entra sottopelle, plasma i nostri cervelli, fluisce nelle nostre cellule. Le ideologie sono seducenti perché offrono risposte semplici, copioni da seguire e un senso di identità condivisa”.
Nel libro di Leor Zmigrod, tutto nasce nel 2015 quando iniziò a indagare le origini e le ripercussioni del pensiero ideologico in termini di scienze cognitive e neuroscienze. Di lì scoprì come le ideologie agiscono sui nostri corpi e come le posizioni morali più intransigenti possono mettere radici nelle pieghe più riposte della coscienza umana. “Certe convinzioni le possediamo, è vero, ma a volte sono le convinzioni a possedere noi. Oggi, grazie a nuovi e sensibilissimi strumenti di misurazione, è diventato possibile quantificare le ripercussioni della rigidità ideologica su aspetti basilari come la percezione, la cognizione, la fisiologia e i processi neurali dell’essere umano. I nostri corpi non sono impermeabili alle ideologie in cui siamo immersi: la biologia, puntualmente, rispecchia le nostre credenze.”(…)“Le nostre convinzioni ideologiche emergono dai nostri corpi: nascono e si percepiscono nel corpo stesso”.






