Caro direttore, secondo lei, qual è la differenza tra la tesi dell'onorevole Chiara Appendino e quella dell'onorevole Angelo Bonelli, secondo i quali i disordini di piazza favoriscono il centrodestra, e la mia tesi elaborata esclusivamente con la mia testa, secondo cui i manifestanti violenti favoriscono la sinistra visto che dimostrerebbero, con le loro devastazioni, l'inadeguatezza dei provvedimenti sulla sicurezza emanati dal governo?

Mi permetto umilmente un'invasione nel campo della politologia, dove sento fior di professori universitari sproloquiare: ma se veramente le violenze di piazza favorissero le forze di maggioranza, perché l'opposizione non si schiera inconfutabilmente contro i devastatori seriali come successe negli anni di piombo per debellare il terrorismo? Toglierebbero definitivamente l'alibi a quei liberticidi del governo.

Mario Agosti

Cadoneghe (Pd)

Caro lettore, sono polemiche vecchie che riemergono ogni volta che la violenza politica irrompe sulla scena e agita il dibattito fra i partiti e nella società. Negli anni '70, per lungo tempo, molti organi di stampa hanno continuato a definire "sedicenti" le Brigate Rosse per negare loro una legittimazione e un'appartenenza politica ed affermare che, in realtà, si trattava di gruppi criminali orchestrati da forze oscure e senza alcun reale legame con il movimento operaio e le sue lotte.