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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:08
Arriva in consiglio dei ministri il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla parità di retribuzione tra uomini e donne: dovrebbe segnare un passo importante verso il rafforzamento della trasparenza salariale e la riduzione del gender pay gap. La bozza, composta da 16 articoli, è una cornice che andrà poi riempita, ma riguarda tutti i lavoratori e tutte le categorie, compresi i rapporti a termine, il lavoro domestico, l’apprendistato, i contratti in somministrazione e il lavoro intermittente. L’obiettivo è garantire che due persone che fanno lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore guadagnino la stessa cifra, indipendentemente dal genere, attraverso nuovi obblighi e meccanismi di controllo. Ma le aziende con più di 250 dipendenti avranno tempo fino al giugno 2027 prima di diffondere i primi dati sul divario retributivo, cosa che da allora dovranno fare ogni anno. Per le imprese più piccole, l’obbligo di comunicazione avrà invece cadenza triennale. Quelle sotto i 100 dipendenti non avranno obblighi di comunicazione.
Ecco le principali novità previste. Innanzitutto le aziende saranno tenute a fornire informazioni retributive già nella fase di selezione del personale. Gli annunci di lavoro dovranno contenere dettagli chiari sul trattamento economico offerto per la posizione e ai candidati non potranno essere richieste informazioni riguardo ai salari percepiti nei lavori precedenti. Questo per garantire che i datori di lavoro non possano discriminare in fase di assunzione sulla base delle retribuzioni precedenti dei candidati.












