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5 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 6:57

Il governo delle destre, così come i governi autoritari durante le contestazioni degli anni 60 e 70, non disdice gli scontri violenti nelle piazze e una deriva estremistica delle contestazioni, tanto da far dire al ministro della Difesa Crosetto che quanto accaduto a Torino gli fa tornare in mente addirittura le brigate rosse. Questa narrazione politico-mediatica serve al governo per preparare la risposta emergenziale e antidemocratica in difesa del potere costituito e delle forze dominanti. Soprattutto in momenti così delicati per la vita della Repubblica bisogna anche usare parole chiare e ferme sempre, non a corrente alternata.

La violenza, per quanto mi riguarda, va sempre condannata. Capisco la rabbia di classe, il conflitto sociale addirittura lo trovo salutare in democrazia, ma con l’odio e la violenza non penso si vada lontano. È ingiustificabile la violenza squadrista di chi, in gruppo, aggredisce brutalmente un poliziotto che rischia la vita ed esegue ordini per servire lo stato con uno stipendio anche inadeguato. È inqualificabile la violenza brutale di appartenenti alle forze di sicurezza che colpiscono con manganellate manifestanti e operatori dell’informazione. È fuori dalla Costituzione la violenza istituzionale di un governo che con una durezza senza precedenti attenta all’autonomia e all’indipendenza della magistratura e dell’informazione.