«Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti». Con queste parole il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto alla Camera illustrando l’informativa del Viminale sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

Secondo Piantedosi, il quadro che emerge «consente di dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato».

Viminale: «Disordini e violenza come obiettivo»

Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato un punto centrale: per le Forze di polizia, il lavoro di prevenzione sta evidenziando che «disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni».

Un passaggio che sposta l’attenzione dalle ragioni dichiarate di singole mobilitazioni alla lettura di un fenomeno più ampio: non episodi isolati, ma una dinamica che – nella ricostruzione del Viminale – tenderebbe a riprodursi con modalità ricorrenti.