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I colloqui tra i due Paesi sono in bilico. I leader alleati degli Usa in Medio Oriente hanno chiesto al presidente Usa di non ritirarsi dal tavolo, ma le posizioni dei due Paesi rimangono molto distanti

Non sono decisamente buone notizie quelle che nelle ultime ore vedono Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, proprio dalla regione, al centro di una crisi che potrebbe degenerare in uno scontro armato con l’Iran dopo il passo indietro dovuto a dettagli inconciliabili sui negoziati di venerdì. In principio, l’ipotesi di un incontro che avrebbe avviato il processo di de-escalation si sarebbe dovuta tenere in Turchia, a Istanbul, con il coinvolgimento di alti funzionari di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Oman, per essere poi spostata – su richiesta di Teheran – a Muscat, in Oman. Un dettaglio che poteva essere preso in considerazione dall’apparato diplomatico statunitense, se solo l’Iran non avesse deciso di richiedere un incontro bilaterale, escludendo gli altri emissari del Golfo. Secondo quanto riportato dagli israeliani, osservatori in prima linea nella delicata crisi che sta attraversando di nuovo il Medio Oriente, i colloqui tra Washington e Teheran sono saltati per “posizioni troppo distanti”.