"Dobbiamo intendere la memoria come un vaccino".
Lo ha dichiarato l'osservatore permanente d'Italia presso l'Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Roberto Nocella, intervenendo oggi al Consiglio permanente dell'Osa, in occasione di una celebrazione dedicata al Giorno della memoria Nel suo intervento, Nocella ha sottolineato il ruolo d'avanguardia dell'Italia che, con la legge 211 del 20 luglio 2000, ha istituito ufficialmente il 'Giorno della Memoria' con cinque anni di anticipo rispetto alla Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni unite del 2005.
Questo traguardo legislativo ha segnato, secondo il diplomatico, la transizione fondamentale da una "memoria privata", legata al dramma delle vittime, a una "memoria collettiva e istituzionale", che lo Stato si propone di preservare per il bene dell'intera società.
Il rappresentante italiano ha poi evidenziato il ruolo cruciale del sistema scolastico in tale contesto, mettendo in guardia contro i rischi persistenti che minacciano le democrazie moderne. "Il Giorno della Memoria permette di confrontarci con la nostra storia nazionale e di dare l'allerta su pericoli ricorrenti: l'oblio, il negazionismo, l'antisemitismo e l'indifferenza, che rappresenta la responsabilità complice della maggioranza silenziosa", ha concluso.







