Un richiamo alla memoria come dovere civile, strumento di vigilanza democratica e responsabilità europea, ha segnato lunedì sera all'Istituto Italiano di Cultura di Madrid (IIcm) la commemorazione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all'esodo degli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

Aprendo l'incontro, l'ambasciatore d'Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha definito il Giorno del Ricordo "un momento di riflessione collettiva di grande valore civile e storico", nato dall'esigenza di "restituire voce e dignità a una pagina atroce del Novecento europeo, segnata da violenze, persecuzioni e indicibili sofferenze".

"Migliaia di persone furono vittime di un esodo forzato, che spezzò legami, comunità e identità", ha ricordato, sottolineando che le foibe non possono essere interpretate come "una reazione alla politica fascista", ma furono "una vera e propria pulizia etnica".

La memoria storica, ha rilevato l'ambasciatore, "oggi resta uno strumento essenziale di vigilanza civile e di educazione alla pace, soprattutto in un contesto internazionale segnato da conflitti, nazionalismi e nuove forme di intolleranza". In questo quadro, Buccino Grimaldi ha richiamato il valore della "comune appartenenza all'Unione europea" come spazio di riconciliazione e dialogo.