Trenta minuti.
Tanto è bastato ai giudici di Budapest per decidere il destino di Maja T. al termine di un processo che molti non esitano a definire una farsa.
L'attivista tedesca è stata condannata in primo grado a otto anni di carcere per aver preso parte agli scontri avvenuti nella capitale ungherese nel febbraio 2023 durante il raduno neonazista del "Giorno dell'Onore".
Stesso epilogo per Gabriele Marchesi, condannato in contumacia a sette anni di reclusione, e Anna Christina Mehwald, che si è vista sospendere la pena di due anni e mezzo di carcere.
Quella di Maja T, che si identifica come persona non binaria, è la stessa vicenda in cui è implicata Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, nonostante i due dossier facciano parte di filoni processuali distinti.














