Roma, 4 feb. (askanews) – Il tribunale municipale di Budapest ha condannato a otto anni di carcere Maja T., persona non binaria di 25 anni, attivista della sinistra radicale tedesca, ritenuta colpevole di aver partecipato a aggressioni violente contro estremisti di destra nella capitale ungherese. La pena, ha stabilito il giudice József Sós, non è sospendibile con la condizionale. Maja T. è entrata in tribunale con i polsi ammanettati, le mani collegate da una catena.
Secondo la sentenza, riportata dalla Suddeutsche Zeitung, il tribunale ha considerato provata la partecipazione di Maja T. ad attacchi avvenuti nel febbraio 2023, quando gruppi di militanti di sinistra presero di mira persone ritenute vicine all’estrema destra durante il cosiddetto “Giorno dell’Onore”, commemorazione annuale delle SS tollerata dalle autorità ungheresi.
La procura ungherese aveva accusato Maja T. di tentate lesioni personali potenzialmente letali e di appartenenza a un’organizzazione criminale, chiedendo una condanna a 24 anni di reclusione. Il processo, durato quasi un anno, si è concluso con una pena nettamente inferiore rispetto alla richiesta dell’accusa. La difesa può presentare appello.
Durante il procedimento, Maja T. non ha rilasciato dichiarazioni sui fatti contestati. In aula sono emerse poche prove dirette: né testimonianze oculari né tracce di DNA. L’accusa ha fondato il caso su una catena di indizi, in particolare su immagini di videosorveglianza che mostrerebbero l’imputata in compagnia di altri presunti aggressori nei pressi dei luoghi degli attacchi.











