Roma, 4 feb. (askanews) – Prove tecniche di un nuovo “blocco” commerciale: di fronte al quasi monopolio cinese sulle terre rare anche l’Amministrazione Trump prova a costruire un meccanismo collettivo che garantisca da un lato un mercato dai prezzi stabili e prevedibili, dall’altro faccia da argine alle politiche di Pechino.
Il progetto si basa sulla diversificazione degli approvvigionamenti e sulla sicurezza della relativa catena: un lavoro che Washington non può fare da sola malgrado il suo enorme mercato interno e che quindi cerca di condividere con partner e alleati – con l’Italia in prima fila rappresentata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani – per “benefici rapidi e sicuri per tutti” come ha sottolineato il vicepresidente JD Vance nel suo discorso di presentazione.
L’Amministrazione Trump – che di fatto riprende un’iniziativa già varata in parte da quella precedente – mirano quindi a raggiungere un accordo plurilaterale sui minerali critici, basato sulla creazione di un’area di libero scambio, imperniata sull’adozione di dazi comuni nei confronti dei Paesi non partecipanti, con la possibile creazione di un prezzo minimo per detti minerali (per evitare il dumping cinese), e su restrizioni all’export (per sviluppare il riciclo, un tema di grande interesse per l’Italia), accanto a investimenti coordinati e altre forme di cooperazione.









