In Piazza Affari la prossima settimana l’attenzione sarà concentrata sulle banche italiane. Tutte le big del settore annunceranno i risultati del bilancio 2025 e l’attesa è per un nuovo generalizzato record di utili per l’intero esercizio, anche se in taluni casi i conti del quarto trimestre potrebbero risentire di accantonamenti e rettifiche prudenziali. Analisti e investitori guarderanno con interesse ai maxi-profitti del 2025 e ai nuovi annunci sulle politiche di distruzione di capitale agli azionisti, ma il focus sarà anche e soprattutto sulle prospettive future di profittabilità e di sostenibilità delle valutazioni record raggiunte in Borsa.

L’appuntamento clou della settimana è quello con Intesa Sanpaolo. Non solo perché si tratta del leader di mercato in Italia ma anche perché domani, oltre ai conti del 2025, il ceo Carlo Messina presenterà al mercato il nuovo piano industriale quadriennale (2026-2029) con i relativi target di redditività da cui dipendono i dividendi e i buy back attesi e graditi dagli azionisti. Gli obiettivi finanziari interessano il mercato azionario ma l’attenzione più ampia di tutti gli stakeholders di Intesa Sanpaolo è per la componente industriale del piano. Già da alcuni anni il gruppo ha adottato con successo un modello di business che ha trasformato la banca in una wealth management & protection company che opera anche nella gestione del risparmio, nella consulenza finanziaria e patrimoniale e nel business delle assicurazioni. Considerati i risultati ottenuti, è ragionevole ipotizzare che il nuovo piano sarà in continuità col precedente. L’attesa, considerato che Intesa Sanpaolo in molte aree di business non può più crescere in Italia per motivi Antitrust, è volta a capire quali saranno i driver dello sviluppo futuro. La crescita all’estero? Non sembra un buon momento, diciamo, per le aggregazioni cross border in Europa. Lo sviluppo fuori dall’Italia potrebbe passare piuttosto dalla crescente operatività della divisione Cib a livello internazionale e da possibili piccole acquisizioni “bolt on” della divisione banche estere in Paesi in cui già opera (indiscrezioni dei giorni scorsi davano Intesa tra gli interessati a Garanti Bank Romania).