Per celebrare il centenario dalla nascita di Luigi Veronelli, Castellare di Castellina, azienda storica del Chianti Classico, veste la migliore delle sue bottiglie con un’etichetta rossa. Rossa come il mantello di Veronelli, che indossa nell’immagine che accompagna il pendaglio appeso al collo della bottiglia. Solo 3mila bottiglie de I Sodi di San Niccolò 2021, un vino che racconta la storia di un incontro importante, quello tra Veronelli e Paolo Panerai fondatore dell’azienda vitivinicola.
La dedica
“Considero Gino Veronelli padre de I Sodi. Fu lui a impormi di mettere la I davanti al nome e a certificarne la qualità. Stavamo scendendo insieme dalla cantina di Castellare verso la chiesa di S. Niccolò, in mezzo alle vigne più anziane di Castellare” ha raccontato Paolo Panerai, in occasione della presentazione dell’etichetta al Ristorante Da Vittorio a Brusaporto, tre stelle Michelin, scoperto da Veronelli quando ancora era gestito dal padre dei fratelli Cerea, a Bergamo bassa. “Eravamo nel 76 – ha continuato – e gli stavo spiegando come con l’enologo che allora era Maurizio Castelli avevamo deciso di fare un vino Supertuscan nella via tracciata da Vigorello e Tignanello. Non ebbi tempo di specificare meglio le scelte dei vitigni che lui mi bloccò: mi disse di dimenticarmi i vitigni francesi usati per altri vini di alta qualità del Chianti perché i vini italiani sono ottimi e la Malvasia nera meglio con il Sangioveto, di Merlot o Cabernet. Era esattamente la stessa cosa che pensavo io”.






