Continua la collaborazione di "Tuttoscienze” con MagIA, il magazine culturale online (magia.news) dell'Università di Torino e della Società Italiana per l'Etica dell'IA (SIpEIA) che si propone di sensibilizzare il grande pubblico sulle opportunità e sui rischi legati all’Intelligenza Artificiale.
Il paradigma standard: l’IA come strumento
Nelle discussioni sull’Intelligenza Artificiale è oggi largamente prevalente quello che, per comodità, chiamo “paradigma standard”: l’IA sarebbe e resterebbe uno strumento, un “cacciavite” più sofisticato, capace di ampliare le nostre possibilità senza però intaccare la struttura dell’umano. Come per l’evoluzione dei cacciaviti (taglio, stella, Torx), anche l’IA sarebbe collocabile sulla stessa scala di miglioramenti: un salto gigantesco, certo, ma pur sempre interno alla logica dell’utensile. Di conseguenza, l’etica sarebbe “la stessa di sempre”, da applicare a un mezzo più potente.
In questa prospettiva si si colloca la Carta di Roma (“ReinAIssance”, 2020), che invoca un nuovo Rinascimento in cui l’IA resta dipendente dall’integrità etica dell’umanità e agisce “come strumento per il bene dell’umanità e del pianeta”. Ciò perché l’uomo rimane “sempre lo stesso” ed è portatore di una brillantezza costitutiva e irraggiungibile (frutto di tipica trascendenza), che la tecnica dovrebbe solo assistere.







