Continua la collaborazione di Tuttoscienze con MagIA, il magazine culturale online (magia.news) dell'Università di Torino e della Società Italiana per l'Etica dell'IA (SIpEIA) che si propone di sensibilizzare il grande pubblico sulle opportunità e sui rischi legati all’Intelligenza Artificiale.
MagIA offre quotidianamente approfondimenti interdisciplinari firmati da un ampio bacino di esperti e, grazie a un team di giovani ricercatrici e ricercatori, analisi, recensioni, suggerimenti di lettura, con un approccio inclusivo, anche in collaborazione con altre testate.
Dal bar alla Stanza cinese.
Immaginate di entrare in un bar, dove un barista robot conversa con i clienti in un italiano impeccabile. Scherza sul traffico, consiglia una nuova miscela di espresso e ricorda la vostra ultima ordinazione. La maggior parte di voi direbbe che capisce l’italiano, oltre a fare un ottimo caffè shakerato. Ora considerate che, dentro il robot, non c’è alcun essere cosciente, ma solo zeri e uno. Direste ancora che il nostro robot comprende davvero, o sta solo fingendo?
Questo enigma moderno richiama il famoso esperimento mentale del 1980 del filosofo americano John Searle, la “Stanza cinese”. Searle ci chiede di immaginare una persona che non sa il cinese chiusa in una stanza con un manuale di regole per manipolare ideogrammi cinesi, come se fosse un computer umano che esegue un programma di Intelligenza Artificiale. Ignari di ciò, infilate sotto la porta un foglio con domande in cinese e l’operatore, seguendo scrupolosamente il manuale, restituisce il foglio con risposte in cinese perfetto: ne deducete che nella stanza c’è qualcuno che capisce il cinese. Aprite la porta e il mistero si svela: l’operatore, in realtà, non conosce affatto il cinese. La lezione di Searle è netta: seguire regole, per quanto ingegnose, non equivale a comprendere.






