Èpossibile combinare l’analisi di campioni di saliva e le informazioni sui batteri presenti nel cavo orale per prevedere il rischio di sviluppare sintomi neuropsichiatrici e, potenzialmente, un successivo declino cognitivo? Secondo i ricercatori della Chongqing Medical University e del Chongqing Key Laboratory of Oral Diseases la risposta è sì, a patto che si usino degli algoritmi di intelligenza artificiale. E così hanno sviluppato un test che potrebbe servire per individuare precocemente lo sviluppo di demenze gravi, come scrivono su Translational Psychiatry.

Così l’Ai prevede il rischio di oltre mille malattie. Con 10 anni di anticipo

17 Settembre 2025

I "segnali premonitori" nella bocca

Il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer, non arrivano mai all'improvviso. Spesso sono preceduti da anni di sintomi neuropsichiatrici non gravi: irritabilità, ansia, depressione o una lieve perdita di motivazione. Fino ad oggi, identificare questi segnali come "campanelli d'allarme" di una futura demenza è stato estremamente difficile per i medici.