Messo a punto uno strumento, che si avvale di algoritmi, per predire chi, tra le persone a rischio in quanto già con un lieve declino cognitivo in atto, si ammalerà di demenza, in particolare di Alzheimer, entro tre anni.
È il risultato del progetto italiano Interceptor, coordinato da Paolo Maria Rossini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell'Irccs San Raffaele di Roma, in stretta collaborazione con Istituto Superiore di Sanità, Policlinico Gemelli Irccs, Irccs Istituto Neurologico Besta, Irccs San Raffaele di Milano e Irccs Fatebenefratelli di Brescia.
Interceptor è stato promosso e finanziato dall'Agenzia Italiana del Farmaco in collegamento con il ministero della Salute.
Lo studio, pubblicato su Alzheimer's & Dementia, svela che lo strumento è molto accurato nell'individuare i soggetti destinati ad ammalarsi.
Il cervello invecchia normalmente a partire dai 50/60 anni.






