Una antologia di tre coreografi sulla cresta dell’onda. Un ripasso, volendo. Giusto per ribadire che sono questi i nomi che contano nella coreografia di oggi. Marcos Morau, Marco Goecke e Alexander Ekman. Erano le “coreostar” che l’olandese Nederlands Dans Theater , NDT2 (cioè i danzatori più giovani, ma già agguerritissimi) hanno presentato al Teatro Grande di Brescia. Dei tre certamente il più richiesto è Marcos Morau, valenciano di 44 anni: sta diventando, meritatamente, come il prezzemolo. A Marzo presenterà un suo pezzo all’Opéra di Parigi. Il Festival di Rovereto. Oriente Occidente, che ha ospitato molti suoi lavori già dal 2015, lo ha voluto come artista associato nella prossima edizione a fine estate.

Ha creato per la Triennale di Milano; Aterballetto (CCN) gli ha affidato i suoi straordinari danzatori per la realizzazione di un capolavoro, “Morricone” omaggio non banale al grande compositore italiano. Che sarà ripreso prossimamente nella stagione dello Stabile di Torino. Morau lavora con la sua compagnia La Veronal. Ma le collaborazioni si sprecano. Ha ristilizzato, ricreato per il balletto dell’Opéra di Lione “la Bella Addormentata” facendone uno spettacolo sorprendente. Ha dedicato un brano “Afanador” al fotografo Ruven Afanador, dove mescola flamenco e contemporaneo invitato da RomaEuropa.