L’aggressione è durata meno di venti secondi. Venti secondi che avrebbero potuto essere fatali per il poliziotto. Eppure, nel fascicolo aperto dalla Procura non compare l’ipotesi di tentato omicidio, nonostante la violenza, la premeditazione e il rischio concreto di morte. A Torino, sabato scorso, un poliziotto è stato buttato a terra e colpito a calci, bastonate e martellate durante la guerriglia urbana nel corteo a favore del centro sociale Askatasuna. «Gli viene sfilato il casco di protezione, quindi c’è l’intenzione di procurare danni anche vitali, potenzialmente, nei confronti di questa persona. Perché se le martellate, invece di essere sulla schiena o sul fianco, fossero andate a segno sulla testa, il collega poteva assolutamente morire. Quindi, per noi, la titolazione giusta del reato che andava fatta nei confronti di quei soggetti era il tentato omicidio», dice a Il Tempo Domenico Pianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp. La procura del capoluogo piemontese, secondo quanto appreso, chiederà nelle prossime ore la convalida al gip dei tre arresti eseguiti dopo gli scontri. Tra questi anche il ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, fermato in flagranza differita per l’aggressione al poliziotto Alessandro Calista.
Torino, così ingiustizia è fatta. Nessun tentato omicidio ai danni dell'aggressore del poliziotto
L’aggressione è durata meno di venti secondi. Venti secondi che avrebbero potuto essere fatali per il poliziotto. Eppure, nel fascicolo a...











