C'è chi non conosce vergogna. Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra, per esempio, vicecapogruppo alla Camera. Cresciuto a Vanchiglia, il quartiere di Torino dove si trovava Askatasuna. E Grimaldi, il giorno dopo gli orrori che abbiamo visto al corteo antagonista a sostegno del centro social sgomberato, si spende in considerazioni inquietati. Già, non gli è bastato vedere un poliziotto preso a martellate e a calci in faccia per frenare, per evitare di sostenere posizioni sconcertanti. E queste posizioni le sostiene in un'intervista a Repubblica.
Parlando del corteo, Grimaldi premette: "Andiamo con ordine. Oggi ho attraversato innanzitutto una Torino deserta perché in centro non si poteva accedere. Poi ho trovato una città piena di gente che applaudiva dai balconi a un corteo enorme, 50mila persone, in risposta alla militarizzazione voluta da un governo che progetta di cancellare tutti quei luoghi di alterità che esistono in Italia. Con Askatasuna negli anni spesso abbiamo discusso, non condividiamo le stesse pratiche. Ma è un luogo, come il Leoncavallo a Milano e Spin Time a Roma, che è parte di questa città e l’ha arricchita". Subito, insomma, toni concilianti, quelli usati dall'esponente di spicco della premiata ditta composta da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
















