E'stato accerchiato, aggredito da un gruppo di almeno dieci persone.

Crollato a terra, senza più il casco, preso a martellate, a calci e pugni. "Sono molto organizzati", le parole dette alla premier Meloni dall'agente Alessandro Calista, 29 anni, diventato suo malgrado il simbolo dei violenti scontri avvenuti sabato a Torino nel corso della manifestazione per Askatasuna. L'agente, che è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni all'ospedale Le Molinette dove gli sono state riscontrate contusioni al torace e ferite alla coscia e alle braccia, ha ricevuto la visita della Presidente del Consiglio. "Grazie di essere venuta qui", ha aggiunto l'agente in forza al reparto mobile di Padova ma nato a Pescara e padre di un bimbo.

Con lui anche il collega che lo ha salvato e a cui sono stati dati 30 giorni di prognosi a causa delle ferite riportate. Gli istanti di quel violento pestaggio restano impressi nella sua mente. "Non so quanti fossero, ma erano in tanti - ha ricostruito -. Mi sono trovato da solo tra gli incappucciati, sono finito per terra e ho perso il casco mentre mi prendevano a calci". Tra loro, stando a quanto accertato dagli inquirenti grazie all'analisi dei filmati, anche un giovane 22enne della provincia di Grosseto, arrestato domenica per l'accusa di concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico. "Ricordo di avere provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia". L'agente è stato colpito da almeno tre martellate, due delle quali sferrati mentre era steso a terra. L'aggressione è durata una manciata di secondi ed è avvenuta in corso Regina Margherita, non lontano dall'ingresso del campus Luigi Einaudi dell'università.