C’erano proprio tutti ieri in piazza: i compagni del Partito Marxista-Leninista Italiano, i pro-Pal coni bandieroni, la Fiom coni cartelli e il movimento no-Cpr con i fischietti. Oltre ovviamente ai contiani e agli schleiniani. Mancavano solo l’uomo salsiccia e la donna barbuta, per il resto la rappresentanza dei personaggi da bar di Guerre Stellari della sinistra italiana era sostanzialmente al completo. Tutti uniti per dire “no” allo sbarco in Italia per le Olimpiadi degli uomini dell’Ice, la contestatissima agenzia Usa per l’immigrazione.
E vagli a spiegare che in effetti non c’è alcun “arrivo” ma che quegli agenti lavorano da anni nei consolati italiani e semplicemente in occasione dei Giochi saranno concentrati a Milano e non all’ambasciata di Roma. E vagli a ribadire che rimarranno a fare lavoro d’ufficio e che quindi questi signori non c’entrano niente con quanto avviene in Minnesota, il che significa che nessuno in Lombardia o sulle piste di Cortina dovrà temere di subire controlli da parte di poliziotti yankee in assetto da guerra. Niente da fare, c’è chi si è convinto che nelle due settimane di Olimpiadi invernali si giochi anche il futuro del Minnesota e di Donald Trump.
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