Mettiamo dei fessi nei nostri cannoni. La marmaglia pacifista e pro-Pal, che ha contestato le Forze Armate nel giorno della loro festa con una virulenza senza precedenti, è lo specchio dell'incoscienza di quella parte del Paese che dice di voler risolvere le guerre del mondo con il dialogo ma poi scende in piazza a vomitare insulti e idiozie. Alla celebrazione ufficiale ad Ancona, oltre al ministro della Difesa, Guido Crosetto, c'era Sergio Mattarella, che da Costituzione è anche il capo delle Forze Armate, mentre il premier Giorgia Meloni ha presenziato con il presidente della Repubblica alla cerimonia all'Altare della Patria. Questo ha comportato che nessuna voce a sinistra si sia levata a fare da eco ai deliri di chi ieri ha chiesto di dismettere il nostro esercito e sostituirlo con la Flotilla.
Non significa che buona parte dell'opposizione non abbia responsabilità morale nelle proteste di ieri, che non hanno turbato il governo ma senz'altro hanno fatto felici Hamas e Vladimir Putin.
Per speculare qualche voto, come ha detto Crosetto giorni addietro, c'è chi attacca la politica estera del centrodestra, che in realtà non fa altro che proseguire sulla linea atlantista e di amicizia con Israele che l'Italia ha sempre avuto. La conseguenza è che chi oggi attacca le nostre divisioni sente di avere copertura politica. La cosa grave è che chi riempie di scemenze la testa di chi va in piazza, in realtà poi non ne ha il controllo. Sono passati i tempi della sinistra che conoscevano a uno a uno i volti della protesta antagonista. Oggi i politici inseguono la protesta anziché condurla, così come la Cgil di Maurizio Landini è costretta a protestare ogni sabato per non farsi sorpassare dai comitati di base. Infatti le loro parole sono vuote, come gli slogan degli antagonisti. I pro-Pal vogliono sostituire le Forze Armate con la Flotilla in nome del pacifismo?








