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Ultimo aggiornamento: 16:08
Una vera e propria guerra contro il pacifismo, affiancata da un sostegno incondizionato al riarmo. Il Corriere della sera si schiera contro i pacifisti. Lo fa mettendo in campo due editoriali di altrettante firme di punta del quotidiano di via Solferino: lo storico Ernesto Galli della Loggia e il politologo Angelo Panebianco. Gli articoli sono stati pubblicati in prima pagina per due lunedì successivi, il 4 e l’11 maggio, e i punti chiave sono due: “Essere contro la guerra non ha senso” e la corsa al riarmo è necessaria per essere pronti a difendersi dai “nemici”, con tanto di contestazione dell’ala pacifista dei cattolici.
Ad inaugurare questa linea era stato la scorsa settimana l’editoriale di Galli della Loggia. Dopo una veloce disamina degli esiti della Seconda guerra mondiale in Italia – con le “moltissime vittime innocenti, donne, vecchi, bambini” – l’editorialista del Corriere definisce “comprensibile” l’articolo 11 Costituzione che prevede “il rifiuto di qualunque bellicismo“. Ma se “rifiutare il bellicismo ha certamente un senso, ed un senso positivo”, per Galli della Loggia “essere ‘contro la guerra’ un senso non ce l’ha. Non vuol dire concretamente nulla. Per la semplice ragione che non ha alcun senso logico essere contro qualcosa che non dipende da te“. Probabilmente c’è qualcosa di non detto altrimenti sarebbe un principio singolare perché negherebbe il significato stesso della politica che è una questione che implica l’impegno di tutta la cittadinanza e non è una questione soltanto delle classi dirigenti o dei governanti, come accadeva prima della Rivoluzione francese.






