C’era tanta curiosità, chissà che dirà il Capitano, tantissima gente ad aspettare le parole d’ordine da rilanciare. A giudicare dai battimani le hanno avute. Ma il tema, prima ancora del palco, era la piazza. Chiamata a reagire con compostezza a mille provocazioni. L’incredibile dibattito aperto dalla sinistra milanese sul diritto di parola: si credono i padroni del pensiero, quelli del Pd. I leghisti di piazza e di governo sorridevano a chi ricordava loro la polemica caduta ormai nel dimenticatoio: la folla al Duomo ha mandato in soffitta le parole vuote della maggioranza del sindaco Beppe Sala. Applausi, boato, standing ovation per sovrastare i tuoni che si pretendevano far arrivare da Palazzo Marino. A cinquecento metri i centri sociali: urla che sentivano da soli. Ma la democrazia meneghina prevedeva anche un altro copione, logoro, preistorico, davvero datato: il no del centri sociali, i sit-in desolanti contro la manifestazione della Lega. Inutili. Quella marea di folla, per nulla impaurita, ha travolto ogni barriera immaginaria e ha rivendicato il diritto di dire quel che pensa.
Salvini e la piazza superano le attese. La folla smentisce Sala e ignora le provocazioni
C’era tanta curiosità, chissà che dirà il Capitano, tantissima gente ad aspettare le parole d’ordine da rilanciare. A...









